Eddie Carbone non accetta che Caterina si possa allontanare da lui e per questo è infastidito da Rodolfo, lo vede solo come uno scansafatiche e lo ridicolizza soprannominandolo “canarino” per via dei suoi capelli biondi e le aspirazioni canore. Con la stessa caparbietà visionaria di Don Chisciotte lo attacca più volte, lo accusa di essere omosessuale ed interessato al matrimonio solo per ottenere la cittadinanza americana, riuscendo persino a far nascere il sospetto nel pubblico. Cerca disperatamente un appiglio legale dal suo avvocato affiche possa impedire l’unione tra i giovani innamorati, ma come affermerà Alfieri stesso: “la legge non può fermare i sentimenti.”
Eddie, ormai sfinito e non riuscendo a vedere alternative, chiamerà la polizia denunciando la presenza di due immigrati clandestini in casa sua. Quest’ultimo atto accenderà la furia di Marco, venuto in America per trovare un lavoro e mantenere così la sua famiglia rimasta in Sicilia, il quale cercherà vendetta in uno scontro in cui Eddie perderà la vita. Sono proprio le speranze degli immigrati siciliani di Brooklyn, che rivolgono il loro sguardo verso la città di Manhattan al di là del Ponte, che sognano e mitizzano un futuro migliore a chiarire il titolo dell’Opera.
“Uno Sguardo dal Ponte” è un dramma di gelosia e non d’amore, d’impatto ed emozionante che, come ogni Classico riesce ad andare oltre il tempo, oltre le epoche costruendo un dialogo con il presente e gli avvenimenti attuali, come appunto la differenza tra amore e possesso – e cioè tra il rispetto e l’indipendenza e la paura e l’oggettivazione.