Apocalipsync:
il mondo visto dal lockdown

Apocalipsync è la nuova creazione di Luciano Rosso, poliedrico danzatore, attore e coreografo argentino che porta avanti una ricerca che intreccia teatro fisico, movimento e trasformazione corporea, già al centro di Un poyo Rojo, spettacolo in tournée internazionale da oltre dieci anni. Partendo dal primo lockdown della primavera 2020, Rosso sviluppa una riflessione sul rapporto tra corpo, identità e rappresentazione di sé in un contesto dominato dall’isolamento e dalla sovraesposizione agli stimoli esterni. Solo in scena, Luciano Rosso crea un dispositivo performativo capace di produrre una continua proliferazione di presenze, immagini e ricordi legati alla recente storia pandemica, restituendo allo spettatore un immaginario tangibile di ciò che è accaduto con il Covid-19.

 

Attraverso lipsync, musica, suono e movimento, lo spettacolo ripropone la solitudine che abbiamo vissuto - in particolar modo di chi lavora nel mondo dello spettacolo - rendendolo uno stimolo creativo vivace e inaspettato. La dimensione narrativa non è lineare, ma fatta di episodi che si accostano come variazioni su uno stesso tema: la solitudine come spazio di invenzione. In questo contesto, il lavoro di Rosso si muove tra clownerie, trasformazione fisica e imitazione vocale, mantenendo un tono leggero che attraversa situazioni quotidiane e momenti di pura deformazione comica. Il racconto del periodo pandemico non si concentra sulla ricostruzione degli eventi accaduti, ma sul modo in cui quel tempo ha modificato la percezione del corpo e della presenza. Il rapporto con il mezzo mediatico - l’unico per comunicare con l’esterno - si fa metafora di un nuovo modo di entrare in relazione con il mondo, sempre più caotico, veloce, diverso, così come le trasformazioni vocali, di movimento e costume di Luciano Rosso.

 

Apocalipsync si chiude così su questa oscillazione costante tra moltiplicazione e sottrazione, tra gioco e osservazione del presente, lasciando emergere un corpo che continua a cambiare forma mentre prova a tenere insieme le immagini che lo attraversano. Una storia infinita del mondo che cambia, di come lo osserviamo e di come, in fin dei conti, il mondo osserva noi.

 

Vittoria Ferraro Petrillo