In mezzo a una valle si erge Spazio Rossellini, paese nel quale si praticano oscuri rituali. In Cani Lunari una voce fa da guida attraverso uno spazio liminale e la musica elettronica si concilia con un carme oraziano, mentre il corpo, nel quale l’anima sosta solo per un po’, si trasforma in una soglia da attraversare. Portando in scena una riflessione che è anche metateatrale, quella del palcoscenico come spazio alterato di coscienza, Francesco Marilungo ricrea una potente pratica magica, e il corpo della donna, minacciato e sottomesso, si sottrae al controllo dell’uomo e al dominio della scienza positiva, rivelando verità nascoste, sepolte sotto l’unico mondo che crediamo possibile.
Pianeggiante, ecco l’ultimo paese. Al Teatro Biblioteca Quarticciolo il coreografo Andrea Costanzo Martini mette in scena due progetti diversi, ma racconta sempre lo stesso contrasto: lo scontro tra chi performa e la realtà. In Pas de Cheval il movimento diffonde una tensione creativa e vitale, ma la voce, dissonante, svela le crepe di un sistema artistico poco remunerativo e soffocante; in What happened in Torino è l’effetto che lo sguardo altrui esercita sul corpo a essere centrale, e affiora la lotta tra il desiderio di venir osservati, e la paura di smarrirsi di fronte al giudizio.
A marzo, Orbita Spellbound ha permesso di attraversare tre mondi. Esistono simultanei, molteplici immaginari da cui uscire e entrare, e cinque danze sconfinate, forse proseguono ancora, ininterrotte e interminabili, in quella danza che eternamente è stata la stessa e sempre lo sarà.
Sofia Carlotto