La danza contemporanea, nella selezione curata da Orbita Spellbound all’interno di Scintille – La stagione Danza 2026, sembra aprire una finestra su un mondo incantato. Un luogo che può apparire lontano e misterioso, ma che allo stesso tempo risuona profondamente nel corpo di chi guarda, come se richiamasse linguaggi dimenticati e gesti perduti.
All’interno della rassegna la danza diventa così uno strumento per interrogare il presente senza interrompere il dialogo con la memoria. Le eredità artistiche non vengono trattate come qualcosa da conservare immobile, ma come materiali vivi: tracce da attraversare, rimettere in gioco. L’amore e l’ammirazione per la tradizione lasciano spazio al cambiamento: la tradizione si apre al nuovo e si lascia tradire.
In questo contesto, gli spettacoli The Doozies e Tu non mi perderai mai risultano paradigmatici.
The Doozies, spettacolo di Silvia Gribaudi e Marta Dalla Via, si presenta come un’opera intorno alla meraviglia della stranezza. Il lavoro evoca esplicitamente le figure di Eleonora Duse e Isadora Duncan, donne che attraverso il loro esistere anticonvenzionale e il loro amore radicale per teatro e danza hanno trasformato il modo di abitare la scena. Nello spazio del Teatro Biblioteca Quarticciolo, davanti a un pubblico progressivamente sempre più coinvolto, le due performer costruiscono un dialogo ironico e diretto con la platea. A riecheggiare più volte sono domande rivolte alle due figure di riferimento — “cosa dobbiamo fare?” — che nello spazio della performance si trasformano in interrogativi rivolti a sé stesse, ma anche al pubblico e alla comunità artistica. L’ironia diventa così uno strumento critico: una modalità sfacciata e giocosa di interrogare il presente e di riattivare, attraverso la scena, un desiderio collettivo di cambiamento.