Così come, attraverso l’iconica canzone di Adele “Skyfall”, cantata da Maša, ci viene mostrato il passaggio temporale di due anni in cui Maša si sposa ufficialmente con Medvedenko e insieme hanno anche un bambino. Nonostante ciò la ragazza non vuole cambiare la sua situazione, preferisce restare in casa con Kostja e non attendere il suo unico figlio, come gli rinfaccia il marito.
La vera differenza, però, la fa il personaggio di Trigorin (Filippo Dini), tipicamente rappresentato come un uomo brillante, quello che in termini moderni si definirebbe “un figo”. Qui viene, invece, rappresentato come un personaggio impacciato, balbuziente, quasi come qualcuno che non sa esattamente come comportarsi all’interno della società. Nel dialogo con Nina, la ragazza è scettica davanti a questa sua rivelazione, non riesce inizialmente a concepire come una persona famosa come lui non si senta a suo agio tra le persone e la fama, ma Boris le rivela proprio questo: preferisce osservare le persone intorno a sé dal suo angolino e l’unico pensiero che ritorna ogni qualvolta c’è una conversazione è la fretta nel dover scrivere qualcosa prendendo sempre ispirazione da tutto ciò che lo circonda senza avere un attimo di respiro.
È proprio questo ad attrarre la ragazza, non tanto la sua fama, ma la sua difficoltà e il suo imbarazzo nello stare al mondo, quasi come alcuni giovani di adesso che si sentono scomodi nel vivere il mondo con il proprio corpo dopo averlo visto solo online con gli occhi. Al contrario, la ragazza gli racconta dell’ideale che ha lei sul mondo degli attori, il suo sogno, e forse questa sua leggerezza e fantasia è ciò che lo porta a volerla conoscere di più e a volerla rivedere anche quando l’Arkadina lo costringe a partire.
I due infatti si rivedono e insieme hanno un bambino che muore poco dopo il parto, ma Trigorin decide di tornare con Irina, abbandonando la giovane Nina. La ragazza, ormai sola, decide di non voler vedere più nessuno, fin quando non sceglie di rivedere Kostja presentandosi a casa sua. Durante la cena, l’unica persona presente nel salone, ma dormiente, è il vecchio Sorin (Valerio Mazzucato). Nina rivela tutto quello che le è successo a Kostja che l’ascolta senza intromettersi. La ragazza, sentendo le voci nella sala da pranzo, capisce che Trigorin è lì, saluta quindi Kostja, per l’ultima volta, ed esce. Kostja poi riporta il pubblico a sé, ha preso la sua decisione e, dopo aver bruciato tutti i suoi scritti, esce.
Una volta rientrati dalla cena, alcuni dei personaggi iniziano a giocare a tombola, ma poco dopo sentono uno strano rumore, il dottore mentendo dice che è colpa di una sua boccetta ma rivela a Trigorin che Kostja si è ucciso. Trigorin resta incredulo alle parole di Dorn perché se quella è la verità, allora quel piccolo barlume di speranza, assieme alla vita di ognuno di loro, si è appena spento e non c’è più alcuna salvezza.
Francesca Maddalena